doppioSei

...gioco o vita reale?

Eccomi

La mia foto

Utente: doppiosei
Nome: Marco
Un appassionato giocatore, un accanito osservatore...

  • Contattami
  • Il mio profilo
  • Linkami

Ultimi Commenti

utente anonimo in Il cucciolo

Archivio

oggi
maggio 2008
aprile 2008
marzo 2008
febbraio 2008
gennaio 2008
dicembre 2007
novembre 2007
settembre 2007
agosto 2007
luglio 2007
giugno 2007
maggio 2007
aprile 2007
marzo 2007
febbraio 2007
gennaio 2007
dicembre 2006
novembre 2006
ottobre 2006
settembre 2006
agosto 2006
luglio 2006
giugno 2006
maggio 2006
aprile 2006
marzo 2006
febbraio 2006
gennaio 2006
dicembre 2005
novembre 2005
ottobre 2005
settembre 2005

Feeds

  • RSS 2.0
  • ATOM 0.3
  • Powered by Splinder

Contatore

visitato *loading* volte

giovedì, 17 gennaio 2008
Il passaggio a livello, strumento di democrazia

Da quando vivo a Treviso ho avuto modo di conoscere da vicino e apprezzare un formidabile  strumento di democrazia e uguaglianza: il passaggio a livello.

Il passaggio a livello è diverso dal semaforo rosso, che in Italia è sempre soggetto a interpretazione (sì è rosso ma era arancione fino a un attimo fa, sì è rosso ma ho fretta, sì è rosso ma non arriva nessuno, sì è rosso ma mica posso stare qui tutta la giornata…), il passaggio a livello è inflessibile e non ammette deroghe: quando la sbarra è giù aspetti, non ci sono cazzi. Pedone, ciclista, motociclista, automobilista con la punto o con il suv da centomila euro, comunque sia aspetti e se non ti va bene aspetti lo stesso, oppure torni indietro.

Non serve incazzarsi se passa un treno in più del previsto, non serve suonare a quello davanti, non puoi provare a saltare la fila, non ti puoi mettere in pole position per bruciare il “verde” appena scatta, perché la sbarra si alza piano piano... il passaggio a livello è un meccanismo fantastico per sbollire i fanatici del volante e tenere al loro posto i furbi delle file!

Sì, qualche pedone ogni tanto prova a passare sotto la sbarra, guarda circospetto a destra e sinistra, passa veloce i binari e poi si piega un’altra volta sotto l’altra sbarra, ma chi lo fa non viene mai guardato con quel misto di riprovazione/ammirazione che inconsciamente destiniamo a chi passa col semaforo rosso (…guarda quell’idiota… sì però intanto lui è passato e io aspetto). No, il pedone ha fatto fatica, si è dovuto piegare due volte (e piegarsi davanti ad altre persone non è quasi mai un’azione che genera ammirazione), ha rischiato di farsi mettere sotto (o almeno ne abbiamo la percezione), alla fine l’impressione è che il gioco non valga la candela. E comunque, con la macchina non puoi certo passare sotto…

Tutto questo per dire che mi piacciono, i passaggi a livello, spero che non li aboliscano mai del tutto. E’ sulle sbarre dei passaggi a livello che dovrebbero scrivere “La legge è uguale per tutti”, non nelle aule dei tribunali!

Postato da: doppiosei | link | commenti (1) |
treviso, passaggi a livello