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scherzo, sennò la prossima volta non lo fa più!) Anche la mia esibizione da conduttore del gioco è molto anni 80, ma cercate di capirmi, sono cresciuto guardando Bis e Doppio Slalom! (che come giochi erano comunque una spanna sopra a qualsiasi Eredità o giochi-stupidi-condotti-da-Enrico-Papi)

), piccola convention di giochi e fumetti a cui è sempre piacevole partecipare. Unica nota negativa di questa edizione: un maledetto gruppo musicale che cantava sigle di cartoni animati. A parte la scelta discutibile delle canzoni, è proprio il fatto di far suonare ad alto volume mentre si gioca che non funziona, disturba il gioco e basta: ci fossero stati i Pink Floyd, avrebbero dato fastidio lo stesso (beh, loro forse no...).

E’ un periodo molto intenso per me. Oltre al lavoro, sempre impegnativo, sto portando avanti tante cose, tra associazione, tornei, attività semisportive, spettacoli e quant’altro. L’ultimo weekend è stato particolarmente denso.
E’ iniziato ancora giovedì, con lo spettacolo di Daniele Luttazzi a Belluno: è passato solo un anno dall’ultima volta che l’ho visto, ma ci sono tornato volentieri e ho fatto bene. Barracuda 2007 è uno spettacolo meno politico e più comico rispetto ai precedenti, e penso che Luttazzi dia il meglio quando parla degli argomenti tipici dei suoi monologhi: sesso, corpo e “derivati”, sesso, chiesa cattolica, sesso ecc. Come sempre geniale e spiazzante, molto attento ai tempi comici, volgare ma in modo provocante e mai gratuitamente, divertentissimo.
Sabato invece c’è stata l’inaugurazione della sede della Dugoteca: è stato un successo, tanti amici sono passati a salutarci e a brindare con noi. E’ stata una bella soddisfazione, ci lavoravamo da tanto tempo e sembrava che non dovessimo mai arrivare a questo traguardo, ma alla fine ci siamo riusciti! Adesso speriamo di riuscire a farla vivere e crescere, e diventare un punto di riferimento che sia in grado di vivere di vita propria. Riporto qualche foto dell’evento (il sorriso tirato che ho nell’ultima è dovuto al fatto che i miei due cosiddetti amici mi stavano toccando pesantemente il culo! Maledetti ricchioni!
)






Domenica, infine, pedalata tranquilla e in buona compagnia nella laguna di Venezia, sulla stradina che da Treporti porta a Lio Piccolo, poche case in mezzo alla laguna. Ci ero già stato anni fa, e ho voluto tornarci, perché l’ambiente è davvero particolare: una stradina strettissima che si insinua tra terra e acqua, molta fauna lagunare (anatre, aironi, gabbiani ecc.) e non (motociclisti in Harley, gruppo di ciclisti -da Belluno!-...), sole in abbondanza e arietta fresca, bella giornata.
Dopo un anno di assenza torna il Giocatore dell’Anno, questa volta in Trentino, a Cavalese. A parte la bellezza delle montagne, temo che la scelta del luogo non sia stata delle più felici per la manifestazione. Il numero dei partecipanti è infatti più che dimezzato rispetto alla precedente edizione: stavolta siamo solo in 36, la volta scorsa eravamo poco meno di 80. Qualcuno ha contestato anche la scelta dei giochi per la gara, e in particolare il cambio all’ultimo minuto di uno dei giochi in programma, ma secondo me ci sono state edizioni peggiori quanto a qualità media.
Ho fatto solo un allenamento minimo, per imparare le regole dei giochi che ancora non conoscevo, in compagnia di due dei miei tre compagni di squadra (il terzo ci è stato assegnato dall’organizzazione). Il mio obiettivo per questa edizione era migliorare il piazzamento di 2 anni fa, quando arrivai sedicesimo. In due giorni si giocano 9 partite a 9 boardgame diversi. Ogni partita assegna 5, 3, 2, 1 punto a seconda del piazzamento. Per la classifica finale contano i 7 migliori punteggi, individuali e di squadra.
Ma veniamo alle prove:
Coloni di Catan: per dei giocatori esperti come i partecipanti al GdA, Coloni equivale all’antipasto di un succulento pranzo. Ormai a Coloni sanno giocare tutti piuttosto bene, e le partite spesso si risolvono al foto-finish. Anche la mia non fa eccezione: ci giochiamo la vittoria in 4, chiudo secondo a 8 punti. Va bene così.
Labirinto Magico: la scelta più discutibile del set di giochi. Il regolamento da torneo rende il gioco un po’ meno da bambini, ma la fortuna ha lo stesso un grosso peso. Il vincitore, una vecchia volpe dei tabelloni, infila 10 carte in 10 mosse, imprendibile. Io chiudo dopo un altro paio di giri al secondo posto, mi posso accontentare.
Leonardo Da Vinci: primo giocone nuovo, un misto tra gestione risorse e piazzamento tessere. Nella partita di allenamento non ci ho capito molto (e avevamo anche sbagliato una regola), però vedo che anche gli altri sono in difficoltà. Mantengo uno stile di gioco equilibrato e senza colpi di testa, e riesco a vincere la partita. Bel colpo!
Citadels: primo passo falso del torneo. Citadels non è uno dei miei pezzi forti, però speravo in qualcosa di meglio del quarto posto. Sono stato anche sfortunato nella pesca delle carte, con un po’ di buona sorte avrei potuto puntare ad un piazzamento migliore, ma onestamente devo ammettere di non essere mai stato in corsa per il primo posto.
Acquire: Acquire invece è uno dei giochi che di solito mi riescono bene, però richiede anche una certa dose di fortuna, soprattutto nelle fasi iniziali, per evitare di farsi tagliare fuori dai meccanismi di compravendita delle azioni. Dopo pochi giri si capisce già che un giocatore è in fuga, cerco di gestire la situazione per aggiudicarmi il secondo posto, cosa che mi riesce senza troppi patemi.
Termina la prima giornata. Sono quasi le due del mattino e potremmo andare a dormire, ma siccome siamo dei malati di gioco, in 9 pensiamo bene di spostarci in albergo e iniziare una partita a Poker Texas Hold’em, che causa passaggio all’ora legale finisce praticamente alle 4 e mezza. Poche ore dopo, alle 10, si ricomincia a giocare.
Learn and play new game: già dalla spiegazione delle regole capisco che questo gioco non fa per me. Il meccanismo è molto simile a Clans di Colovini, un gioco che non mi è mai riuscito bene, perché non consente di tenere sotto controllo gli avversari con le proprie mosse. Come previsto arrivo ultimo, senza mai entrare in partita.
Carcassonne – The Discovery: stavolta l’autore del gioco è proprio Colovini, che ha portato alcune interessanti variazioni ad uno dei più bei giochi di piazzamento tessere. Questa partita l’ho giocata proprio bene, tenendo sotto controllo il tabellone e calcolando le tessere residue a disposizione dei giocatori. Conduco in testa dall’inizio e vinco la partita.
Terra Nova: anche questo, come Carcassonne, Leonardo e Labirinto, per me è nuovo. E’ un gioco di movimento e costruzione quasi astratto, piuttosto interessante. Grazie ad una svista di un avversario passo largamente in testa, e ci rimango fino alla penultima mossa quando commetto anch’io una disattenzione che manda in testa uno degli inseguitori. Per fortuna con l’ultima mossa riesco ad agganciarlo, per un primo posto a pari merito che non sarebbe un brutto risultato, se non fosse che la vittoria l’ho buttata via io.
Ur: astruso gioco di piazzamento che ha complicato non poco la vita ai giocatori. Ci capiamo tutti pochino, grazie ad una mossa avventata di un giocatore la partita termina prima del previsto, e agguanto un insperato secondo posto.
Il torneo è finito, chiudo con 3 primi posti (di cui uno a pari merito), 4 secondi, e 2 quarti (scartati), per un totale di 26 punti (28 senza scarti). I primi classificati chiudono a 30,5 punti, io mi piazzo all’ottavo posto generale, primo della mia squadra che chiude al 5° posto.
Sono soddisfatto dell’esito, soprattutto considerando che più di metà dei giochi praticamente non li conoscevo (e paradossalmente sono quelli dove sono andato meglio
). Alla prossima edizione cercherò di arrivare più preparato, per tentare l’assalto al podio che ritengo possa essere alla mia portata, con più allenamento e un po’di fortuna. Chi gioca con me?
Domani trasferta a Cavalese (TN) per il Giocatore dell'Anno, una delle mie manifestazioni ludiche preferite, competitiva ma allo stesso tempo amichevole.
Per fortuna sono riuscito a giocare almeno una partita di allenamento a tutti i giochi in programma, quindi non arrivo proprio digiuno sui 3-4 giochi più recenti. La lista: Coloni di Catan, Carcassonne Discovery, Citadels, Acquire, Ur, Labirinto Magico, Terra Nova, Leonardo da Vinci, Learn and play new game.
Nella precedente edizione, di due anni fa (ma come, non è il Giocatore dell'Anno? Sì ma ogni tanto salta un anno...), mi sono classificato 16esimo, un buon risultato considerando che eravamo un'ottantina di partecipanti.
Quest'anno saremo un po' meno, ma ci vorrà comunque una bella dose di bravura, di attenzione e di fortuna per fare un buon risultato (soprattutto l'ultima non dovrà mancare, considerato che bastano mezzi punti per scalare fior di posizioni in classifica).
Mi autoauguro in bocca al lupo e prometto per la prossima settimana un resoconto! 
Finalmente ho partecipato al mio primo torneo live di Poker! Un piccolo torneo di Texas Hold'em No Limit al Casinò Perla di Nova Gorica, 35 partecipanti con buy-in di 85+15.
Il gioco live è più rapido di quanto mi aspettassi: grazie alla presenza di dealer professionisti le mani dei primi livelli volano via velocissime, spesso sono più veloci delle mani che si giocano online. Ci ho messo un po' per prendere il ritmo.
Ho iniziato con discrete carte, che mi hanno portato leggermente sopra la media e mi hanno fatto vivere tranquillo i primi livelli. Dopo circa un'ora di gioco faccio check da big blind con 9-2 off, trovo subito una doppia coppia al flop, che al river si trasforma in un full completamente mascherato che mi fa raddoppiare lo stack e mi porta ben sopra la media. Da quel momento più niente per almeno 3 livelli (sono da 20 minuti), perdo un paio di mani consistenti e mi ritrovo ben presto alla canna del gas. Attendo solo il momento di andare all-in, che arriva dopo un altro livello. Raddoppio lo stack, e bisso subito alla mano successiva con QQ! Sono rientrato in gioco!
Siamo rimasti una dozzina ormai, su due tavoli, a premio vanno i primi sei. Il mio stack non è entusiasmante, ma mi sono creato un'immagine forte al tavolo: gioco poche mani e i miei rilanci vengono rispettati, l'unico che ha provato a vedermi ha perso contro le mie due donne... :-)
Tavolo finale, siamo rimasti in 7 con blinds 1000-2000. Trovo AK a picche, ottima mano che mi porta a un sacrosanto all-in da 9700, mi segue un amico del "Mestre Poker Tour" con QQ, che stavolta mi puniscono! Il mio torneo finisce sulla bolla, a un passo dalla zona premi! Peccato :-(
Sono però contento lo stesso: sono arrivato al tavolo finale, ho giocato bene senza fare errori e creandomi una buona immagine al tavolo. Avevo dei dubbi su come avrei reagito ad un tavolo di torneo, ma sono soddisfatto del risultato: sono riuscito a mantenere il nervosismo nella norma, la pluriennale esperienza nei tornei di tutti i tipi mi ha aiutato. Quanto al livello di gioco, direi che sono nella media. Ho visto alcuni giocatori con molta esperienza che sicuramente sono degli ossi duri, ma anche alcuni sprovveduti capaci di giocate assurde. Portafoglio permettendo, mi sento comunque in grado di affrontare anche tornei più impegnativi.
Ps. Per fortuna che dopo una slot machine mi ha restituito metà quota di iscrizione! ;-)
Era da un anno e mezzo che non partecipavo ad un torneo di backgammon di alto livello, e devo dire che il rientro è stato buono: sono infatti arrivato a premio, finalista del Consolation nella categoria Amateur (32 partecipanti).
Nel tabellone principale ho vinto un turno, contro un avversario all’esordio nei tornei e con qualche drink bevuto di troppo (aveva seri problemi a tenere i dadi nel bussolotto). Era anche in vantaggio, ma a 2 punti dal match mi ha girato un dado con troppa leggerezza: l’ho preso e rigirato, vincendo il match.
Al secondo turno l’avversario era molto più duro, e infatti ho perso, stavolta accettando io un dado troppo rischioso. Prima di tornare a casa, in attesa del Consolation del giorno successivo, ho il tempo di fare un salto al Casinò, con 20 € e una gigantesca botta di culo vinco 240 € a una slot machine!
La cifra mi consentirà di pagarmi tutte le spese, giocare in tranquillità per il resto del weekend, e avanzare anche qualche soldino da aggiungere al premio del torneo.
Nel girone dantesco del Consolation (torneo sempre molto lungo per la progressiva aggiunta dei giocatori eliminati dal Main), entro al secondo turno, che passo subito perché il mio avversario non si presenta. I due turni successivi li gioco contro due donne, la prima una vecchia conoscenza nel gruppo dei giocatori multidisciplinari, la seconda una accanita giocatrice in backgame, strategia di gioco che mi mette spesso in difficoltà. In entrambe le partite non commetto errori, tiro qualche buon dado (probabilmente meno di quanti ritengono le mie avversarie, ma più di quanti ammetterò mai io…
) e passo il turno.
In semifinale trovo un altro esordiente in torneo, con tante partite alle spalle ma ancora qualche concetto base da assimilare. Mi porto in vantaggio fino a 7-2, subisco la rimonta a 7 pari, ma riesco abbastanza agevolmente a chiudere 9-7. Sono così finalmente arrivato in finale, e quindi a premio (nel Main invece pagavano anche i semifinalisti).
La finale si gioca il giorno dopo, e in finale ritrovo lo stesso avversario che mi ha eliminato dal Main! E’ un’ottima occasione per prendermi la rivincita… invece prendo una colossale batosta, non tocco proprio il tabellone e perdo 11-1!!! Niente da dire: è bravo, ha giocato bene, i dadi hanno girato bene per lui e male per me. Non ho commesso errori gravi, quindi non ho nulla da rimproverarmi; andrà meglio la prossima volta.
Porto a casa una coppa e una copia del software di gioco Snowie Student gentilmente passatami dal vincitore, ho più che raddoppiato i soldi versati per l’iscrizione, ho conosciuto gente nuova e mi sono divertito. Benissimo così. Ottima l’organizzazione del torneo (come sempre quando c’è di mezzo Studiogiochi), stupenda la sede del Casinò di Ca’ Vendramin, che è diventata molto più “proletaria” rispetto a qualche anno fa (roulette da 2 €, slot machines da 0.10 €) ma non ha comunque perso il suo fascino.
Nel marasma di impegni che sto affrontando in questo periodo, domani arriva finalmente la seconda edizione di “…si gioca!”, la manifestazione ludica che organizzo a Fonzaso assieme agli altri soci della Dugoteca.
Come al solito ci sono tante piccole cose a cui pensare, e la maggior parte mi viene in mente all’ultimo minuto. In più a dar fastidio ci si mette anche il mio ginocchio, che ha pensato bene di gonfiarsi proprio in questi giorni.
Spero che, almeno quest’anno, riusciremo a trovare una bella giornata di sole. Gente ce ne dovrebbe essere più dell’anno scorso, faremo il possibile per farli andare via contenti anche stavolta! Resoconto nei prossimi giorni.
Quest’anno ho dedicato 3 giorni ai Giochi Sforzeschi, per recuperare la striminzita trasferta di 2 giorni dell’anno scorso. Ho deciso di partecipare al Torneo NonsoloGo, una combinata di 5 tornei di giochi astratti classici, anche se conoscendo solo 3 dei 5 giochi in programma non avevo certo velleità di vittoria o di piazzamento. Francesco Reale organizza questo torneo da alcuni anni, diviso tra Pisa e Milano, quest'anno finalmente riesco a partecipare, vista la concomitanza con la manifestazione. Inoltre ho partecipato al torneo di Backgammon, mentre il resto del tempo ho preferito lasciarlo al gioco libero.
Venerdì, prima giornata. C’è poca gente nei corridoi di Palazzo Stelline, forse il fatto che la manifestazione quest’anno sia spalma
ta su 5 giorni ha diluito un po’ il numero delle presenze giornaliere. Dopo il consueto giro di campo per i saluti, mi dedico subito al primo torneo del NonsoloGo, quello di Shogi. Gli Shogi (pronuncia scioghi) sono gli scacchi giapponesi, e presentano alcune interessanti differenze con gli scacchi occidentali: la principale è il fatto che i pezzi (che sono tutti dello stesso colore e si distinguono per l’orientamento) possono essere rimessi in gioco a proprio favore dai giocatori che li hanno catturati. Questo consente di realizzare delle combinazioni di sacrifici, catture e attacchi davvero sorprendenti. Non avendo mai giocato prima, perdo tutte le 3 partite che gioco, ma non è un problema, l’importante è imparare.
Nel pomeriggio si tiene il secondo torneo del Non Solo Go, quello di Oware, il gioco africano della semina, uno dei miei giochi preferiti. Sono piuttosto bravo a questo gioco, ma sono anche fuori allenamento. Vinco 3 partite su 4, ma purtroppo non è sufficiente per aggiudicarmi il torneo, mi piazzo al secondo posto.
La serata di venerdì si chiude abbastanza presto, in giro non c’è molto e perciò io e il mio compagno di stanza Gianni (che ha nel frattempo vinto il torneo di Gomoku) decidiamo di tornare in albergo. La giornata alle Stelline è stata un po’ fiacca, da ricordare però un bellissimo banco allestito dagli appassionati di Lego: è praticamente un circuito chiuso dove un treno carica, trasporta e scarica piccoli palloni di plastica. Una volta scaricati, i palloni vengono trasportati al punto di carico attraverso una serie di nastri trasportatori, scale, piani inclinati ecc. Il tutto naturalmente realizzato con il Lego. Ipnotico, si possono passare minuti interi ad osservarlo.

Sabato, seconda giornata: il sabato c’è un po’ più di gente in giro, ma ancora non siamo ai livelli degli anni precedenti.
La mattina mi dedico al torneo di Xiang-qi (sian-cì), gli scacchi cinesi, quarta prova del NonsoloGo. Anche questo è un gioco nuovo per me, ed è discretamente interessante. Meno complesso degli Shogi, ma con qualche aspetto interessante, come ad esempio il pezzo del Cannone, che può colpire solo da dietro un altro pezzo proprio o avversario. Vinco una partita e ne perdo due. Inizia anche il torneo ufficiale di Go, ma è tanto che non gioco e non mi sento preparato per affrontare il torneo in modo serio, perciò decido di rinunciarvi.
Il pomeriggio si trascina un po’ stancamente in attesa del torneo di Backgammon serale. L’ultima prova del NonsoloGo è l’Othello, ma per la concomitanza con il backgammon dovrò saltarlo. Decido di partecipare al torneo Junior di Back, anche se si gioca su partite brevi ai 5 punti. Ci sono solo 13 partecipanti in questa categoria, dovrei avere buone possibilità di arrivare in fondo, soprattutto considerando che al primo turno prendo un bye e passo al turno successivo. Invece, come spesso accade in questo gioco bellissimo e crudele, esco subito contro una giocatrice esordiente e nervosissima, che sbaglia molto ma riesce a portare a casa la partita con dei tiri buoni nella partita decisiva.
Purtroppo a back va così, si può perdere anche contro un avversario meno bravo (non sono un campione, ma questa giocava davvero molto sotto al mio livello!). Per completare la serata esco subito anche dal consolation, che si giocava ai 3 punti, quindi praticamente come giocare alla roulette... Il prossimo anno farò sicuramente il torneo maggiore, i premi sono più invitanti, le partite si giocano ai 7 e 9 punti, e se proprio devo perdere almeno perderò con qualcuno più bravo di me! :-)
Nei corridoi intanto passa una pittoresca e rumorosa processione di role players, impegnati in qualche gioco di ruolo dal vivo. In un'altra stanza invece è in corso un affollatissimo murder party, cioè praticamente un giallo dal vivo, interpretato dai giocatori. Nonostante non ci sia un'ambientazione adatta danno l'idea di divertirsi parecchio.
Finiti i tornei, la domenica decido di dedicarla al gioco libero, per provare qualche boardgame nuovo e per ripassare quelli che conosco già. Dopo una partita mattutina a St. Petersburg, riesco in giornata a provare Elasund di Teuber (ennesima variazione sul tema Catan, non male. Non c’è commercio, ma ci si randella parecchio), al tavolo col mitico Bepi Baù, Palazzo di Knizia (elegante gioco di aste in pieno stile Kniziano, gradevole), più una serie di astratti con Gianni, tra cui il simpatico Plop (si gioca su una scacchiera con due cavalli che lasciano dei …rifiuti sulle caselle dove passano!).

Anche oggi il pubblico è numeroso ma non eccezionale. In generale tutti quelli che ho sentito hanno avuto l’impressione di un’edizione un po’ sotto tono. Forse la durata prolungata o un po’ di ripetitività negli anni hanno un po’ logorato la manifestazione. Ci sono sempre i fanatici delle varie discipline, dai patiti di Star Trek con la divisa dell’Enterprise agli appassionati di combattimenti medievali con i loro spadoni, però mai come quest’anno mi è sembrato che molti ci fossero giusto perché ci dovevano essere, per abitudine. Anche le federazioni più organizzate (scacchi, go, mah.jong, backgammon) hanno quest’anno rinunciato ad allestire tavoli dimostrativi, visto lo scarso successo degli anni precedenti.
Io mi sono divertito, come al solito, però penso che la manifestazione avrebbe bisogno di una rinfrescata e di qualche cambiamento, per non rischiare che la gente smetta di venire perché tanto trova sempre le stesse cose. Vedremo il prossimo anno…
Questo blog sarebbe nato per parlare anche e soprattutto di giochi, però noto che finora ho scritto solo un post al riguardo!
Il motivo principale è che in questo periodo sto giocando pochissimo. I lavori per attrezzare la sede della nostra futura ludoteca hanno praticamente eliminato il consueto appuntamento del sabato pomeriggio, il gruppo di gioco a Treviso si è sciolto per cause di forza maggiore e io in questi ultimi mesi non mi sono sentito particolarmente stimolato a cercare altre occasioni per giocare.
Così ho anche trascurato un'iniziativa molto interessante come il campionato veneto di backgammon, ma a dire il vero in questo caso ci sono anche motivi economici che mi hanno spinto a saltare le prime due tappe. I backgammonisti, accidenti a loro, giocano solo a soldi (e questo è anche connaturato alla natura del gioco, che senza una posta perde molto del suo senso) e purtroppo per partecipare ai tornei di solito ce ne vogliono parecchi, almeno per le mie tasche. Penso quindi che mi limiterò alle tappe di Treviso e forse Mestre, quando arriveranno.
La voglia di giocare però mi sta tornando, e penso che i Giochi Sforzeschi di Milano a dicembre saranno la molla che mi farà ritornare in piena attività. E' la mia manifestazione preferita, perfetta per un giocatore quasi onnivoro come me: in 3 giorni ho l'occasione di giocare a tutti i miei giochi preferiti, e di rivedere gli amici che ho conosciuto tra i giocatori delle varie discipline.
E poi mi piace il clima incredibilmente vario dei Giochi: a distanza di pochi passi persone diversissime per età, mentalità e stato sociale danno sfogo alla stessa passione, sotto forme diverse: dalle signore impellicciate che giocano a Bridge ai ragazzetti che pitturano miniature fantasy, dai concentratissimi scacchisti ai rumorosi appassionati di spada medievale che picchiano come fabbri: ogni stanza del palazzo che ospita la manifestazione è un mondo a sé. Un antropologo culturale potrebbe passarci dei mesi a studiare, là dentro. Io ci passerò le giornate, a giocare, dalle 10 di mattina all'1 di notte, come al solito... seguirà dettagliato reportage. 