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Mi sembra doveroso segnalare che le Nazioni Unite hanno dichiarato il 2008 Anno Internazionale della Patata.
Beh, che dire... complimenti alla Nazioni Unite per l'iniziativa e... speriamo bene! 
scherzo, sennò la prossima volta non lo fa più!) Anche la mia esibizione da conduttore del gioco è molto anni 80, ma cercate di capirmi, sono cresciuto guardando Bis e Doppio Slalom! (che come giochi erano comunque una spanna sopra a qualsiasi Eredità o giochi-stupidi-condotti-da-Enrico-Papi)
Coinvolgente ed indimenticabile. E’ il modo più semplice per descrivere l’esperienza che ho vissuto martedì, assistendo allo spettacolo di Marco Paolini (passato anche in diretta su La7), in una cava sui monti Berici.
Un ambiente molto suggestivo, che ricorda il lavoro e la fatica, difficile da trovare e scomodo da raggiungere. A renderlo ancora più disagevole pioggia battente e vento freddo, una camminata in mezzo al fango nel bosco, piedi bagnati e freddo umido. Un allestimento volutamente disagevole e inospitale, per raccontare la storia del Sergente nella Neve e della ritirata di Russia.
L’effetto è quello di un coinvolgimento completo: siamo assorbiti dalle parole e dai gesti di Paolini, dal grigio delle pareti e dalle luci che illuminano la distesa d’acqua dietro il palco. Si sente lo sgocciolare della pioggia nelle vasche, un vento freddo entra a volte dall’imboccatura facendoci rabbrividire, ma per due ore e mezza non fiatiamo e non stacchiamo lo sguardo un secondo dalla scena.
Fa freddo, ma non è niente in confronto al freddo che sentiamo raccontare. Paolini ce lo ricorda, a un certo punto: adesso avete freddo, ma sapete che tra una-due ore sarete a casa, nel caldo dei vostri letti. Pensate di non tornare a casa stasera. E non tornare neanche domani, e dopodomani, non sapere neanche se tornerete mai… da brividi, in tutti i sensi.
In prima fila sono seduti Mario Rigoni Stern e il tenente Cenci, che questa storia l’hanno vissuta in prima persona. E quasi ti vergogni di avere freddo, pensando a quello che hanno patito loro e a quali ricordi deve scatenare in loro ascoltare queste storie. Infatti nessuno si lamenta, ti passi le mani sulle gambe e stai zitto.
Gli applausi finali sono carichi di emozioni, come tutto lo spettacolo. La sensazione non è solo quella di aver assistito a un pezzo di teatro straordinario, ma di essere stati coinvolti in un momento di trasmissione della memoria, quasi un rito, da Rigoni Stern e Cenci a noi, attraverso Paolini. Indimenticabile è dire poco.
PS Grazie a Lucia, che ha dato lo spunto a tutta la cosa anche se poi non ha partecipato, a Nevio che ha risolto il problema del ritiro biglietti, e a Manuel che si è lasciato coinvolgere all’ultimo minuto.
E così ho partecipato al mio primo BarCamp! Bella esperienza, davvero! Ho conosciuto tante persone nuove, ne ho riviste altre che conoscevo già, ho ascoltato discorsi interessanti, in un clima rilassato e in una struttura bellissima e ben organizzata. E nel pomeriggio della domenica sono anche riuscito a giocare a poker, in compagnia di un noto tossico del Texas Hold'em, all'ombra degli alberi della Ghirada!
Ho avuto modo anche di portare un mio contributo, con una presentazione sul poker online che spero sia stata interessante. Era la prima volta che facevo un intervento di questo tipo in pubblico, e sono soddisfatto di come è andato: mi sono impappinato molto meno di quanto immaginavo, sarà perché l'argomento lo conoscevo bene! 
Ecco il file della mia presentazione: Update: provo a fare il figo 2.0 e a utilizzare Slideshare...


