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Ogni volta che vado a Milano, ne ricavo una duplice impressione: da un lato è una città che mi attira moltissimo, per il suo essere una metropoli, per la varietà di cose, situazioni e persone che offre, per la sensazione che ti dà che se una cosa succede in Italia, succede a Milano, e non altrove. A volte penso che potrebbe essere un luogo perfetto per coltivare i miei numerosi interessi e per assecondare la mia mentalità, sempre in cerca di nuovi stimoli e sofferente negli spazi stretti di paese.
Dall’altro lato, però, c’è la frenesia, la velocità e lo stress che caratterizza questa città e i suoi abitanti: scendendo dal vagone della metropolitana in ora di punta si viene travolti e trasportati all’uscita, la gente non cammina ma corre, il ritratto del milanese “lavoro, guadagno, pago, pretendo” è secondo me particolarmente azzeccato. Il traffico stradale è una delle cartine di tornasole più evidenti di questa mentalità frenetica e perennemente incazzata: sabato sera, a mezzanotte, ho visto macchine che facevano le gare ai semafori per infilarsi per prime nel varco tra due colonne di auto! Ma dove corri, perché corri, a mezzanotte di sabato sera?! Dove devi andare così di corsa nel tuo tempo libero?
Immagino che si possa anche vivere questa città in modo meno stressante, soprattutto se si ha la fortuna di avere un comodo tragitto casa-lavoro, però ho sempre la sensazione che Milano viva con il tasto Fast Forward perennemente premuto; tutto va a velocità doppia: auto, persone, idee, lavoro, rapporti umani, ma mi sembra che consumi energie e nervi in metà tempo, forse anche i sentimenti. Probabilmente bisogna esserci nati perché sembri una cosa normale.
Qualche anno fa è mancato poco che ci andassi a lavorare e a vivere, e allora sarei andato di corsa. Adesso avrei bisogno di stimoli molto più forti, e non so nemmeno se ci andrei o quanto ci potrei stare. Però un salto una o due volte l’anno mi piace farlo, per mettere dentro la testa e vedere se sono più le cose che mi attraggono o quelle che mi respingono. Finora sono sempre tornato, ma non si sa mai…