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domenica, 06 novembre 2005
Film: Musikanten

Venerdì sera sono stato a Castelbrando, il castello trasformato in una specie di villaggio turistico a Cison di Valmarino, per la presentazione del nuovo film di Franco Battiato, presente l'autore.

La serata non è stata delle migliori: dopo aver fatto 40 minuti di colonna tra Spresiano e Ponte della Priula, aver corso una prova speciale da Ponte a Cison per recuperare, esser diventato matto per trovare 1 euro di moneta per salire con la teleferica al castello, aver pagato salatissimi 13 euro di biglietto di ingresso, riesco finalmente ad entrare nel Teatro Magno di Castelbrando, appena in tempo per l'inizio del dibattito.

Prima delusione: mancando un'adeguata apparecchiatura, il film viene proiettato tramite un dvd e un videoproiettore!!! Mi chiedo come sia possibile che un posto come Castelbrando non abbia una sala cinema attrezzata e disponibile per la serata. Anche il teatro è tutt'altro che "magno": soffitto basso, platea molto larga davanti ad un piccolissimo palco, alcune sedie aggiunte in fondo. Trovo posto in ultima fila, da dove non si vede quasi nulla.

Inizia il dibattito con Battiato, Sgalambro e un moderatore. Curiosa e discutibile scelta, quella di parlare del film prima di averlo fatto vedere agli spettatori. Qualche considerazione interessante di Battiato sul cinema americano attuale e sulla contrapposizione col suo cinema, e qualche scambio di battute con Sgalambro animano la serata. Dopo una mezz'ora di discussione e un paio di domande "rubate" da due spettatori, si passa alla visione del film, che sarà interrotta a metà da problemi tecnici al proiettore... veramente una seratona.

 

La seconda delusione della serata, purtroppo, è stato proprio il film. Se la parte centrale, dedicata alla figura di Beethoven, è stata tutto sommato accettabile, le parti iniziali e finali, ambientate ai giorni nostri, sembrano veramente delle aggiunte inutili e difficilmente collegabili al resto del racconto. Dialoghi sconclusionati, attori poco convincenti, una trama che quasi non esiste e non porta da nessuna parte.  Adesso capisco perché il dibattito lo hanno fatto prima del film... dopo sarebbe stato difficile parlarne! L'unica cosa che salvo del film è la convincente interpretazione di Alejandro Jodorowsky, che dà vita ad un Beethoven scostante ed irascibile, ma a volte anche insospettabilmente giocoso.

 

Se già la prima opera cinematografica di Battiato (Perduto Amor) non era stata particolarmente convincente, ma si salvava almeno come affresco dell'Italia degli anni 60 tra la Sicilia e Milano, questa seconda, peggiore, si potrà secondo me ricordare solo per l'omaggio alla figura di Beethoven. Peccato, Battiato resta sempre uno dei miei idoli musicali, ma per il cinema credo che continuerò a rivolgermi altrove... speriamo che lo faccia anche lui e abbandoni un campo che non gli è congeniale.

Voto al film: 4. All'organizzazione della serata: 3

Postato da: doppiosei | link | commenti |
cinema, film, battiato