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venerdì, 23 novembre 2007
35

Accidenti, come vola il tempo, è già il terzo compleanno che festeggio sul blog!

Passano anche per me, sì... ma del resto il mio obiettivo è diventare uno splendido quarantenne, e ho ben 5 anni di tempo per raggiungerlo! ;-)

(uffa, non funzionano le faccine di splinder, proprio quando uno ne ha più bisogno!)

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personale, presentazione

domenica, 18 novembre 2007
Le foto della Sardegna

Visto che fuori fa freddo e io sono chiuso in casa con la bronchite, è l'occasione buona per pubblicare le foto della vacanza in Sardegna, che aspettano da 5 mesi nell'account di Flickr (...sì, sono uno che non lascia le cose in sospeso ).

La zona è quella di Alghero e della riserva marina di Capo Caccia. La settimana è stata stupenda, ho scoperto che non soffro il mal di mare (forse aiutato anche dalla stabilità del catamarano), che per pinneggiare efficacemente bisogna tenere le gambe ben dritte, che per fare le foto sott'acqua occorre tanta tanta luce. Per uno abituato al mare torbido dell'alto Adriatico, l'impatto col mare della Sardegna è stupefacente: basta mettere sotto la testa per vedere il fondo dieci metri più in basso, e si nuota davvero in mezzo ai pesci. Splendido!

Rivedere le foto adesso mi fa venire nostalgia e voglia di andare dall'altra parte del mondo, ma lo prenderò come stimolo per superare l'inverno. E chissà che pensare al sole e al caldo non mi faccia passare la tosse!

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viaggi, vacanze, sardegna, vela

mercoledì, 07 novembre 2007
Arrivo tardi ma arrivo: Amy Winehouse

Finora avevo solo sentito distrattamente qualche pezzo passato alla radio, ma da ieri sto ascoltando a ciclo praticamente continuo Back to Black di Amy Winehouse.

Mi ha stregato al primo passaggio, questo disco. Se non ci fosse scritto che è prodotto nel 2006 penserei che arriva direttamente dalla Motown degli anni 60-70. Lei ha una voce calda e una vita travagliata, e risaltano entrambe. La title track  è semplicemente stupenda.

Soul e R'n'B non sono generi che ascolto tanto spesso, ma per questo disco faccio volentieri un'eccezione.

Lo potete ascoltare per intero sul mitico Radioblogclub.

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musica, arrivo tardi

sabato, 03 novembre 2007
Marco Paolini - Il sergente

Coinvolgente ed indimenticabile. E’ il modo più semplice per descrivere l’esperienza che ho vissuto martedì, assistendo allo spettacolo di Marco Paolini (passato anche in diretta su La7), in una cava sui monti Berici.

Un ambiente molto suggestivo, che ricorda il lavoro e la fatica, difficile da trovare e scomodo da raggiungere. A renderlo ancora più disagevole pioggia battente e vento freddo, una camminata in mezzo al fango nel bosco, piedi bagnati e freddo umido. Un allestimento volutamente disagevole e inospitale, per raccontare la storia del Sergente nella Neve e della ritirata di Russia.


L’effetto è quello di un coinvolgimento completo: siamo assorbiti dalle parole e dai gesti di Paolini, dal grigio delle pareti e dalle luci che illuminano la distesa d’acqua dietro il palco. Si sente lo sgocciolare della pioggia nelle vasche, un vento freddo entra a volte dall’imboccatura facendoci rabbrividire, ma per due ore e mezza non fiatiamo e non stacchiamo lo sguardo un secondo dalla scena.

Fa freddo, ma non è niente in confronto al freddo che sentiamo raccontare. Paolini ce lo ricorda, a un certo punto: adesso avete freddo, ma sapete che tra una-due ore sarete a casa, nel caldo dei vostri letti. Pensate di non tornare a casa stasera. E non tornare neanche domani, e dopodomani, non sapere neanche se tornerete mai… da brividi, in tutti i sensi.

In prima fila sono seduti Mario Rigoni Stern e il tenente Cenci, che questa storia l’hanno vissuta in prima persona. E quasi ti vergogni di avere freddo, pensando a quello che hanno patito loro e a quali ricordi deve scatenare in loro ascoltare queste storie. Infatti nessuno si lamenta, ti passi le mani sulle gambe e stai zitto.

Gli applausi finali sono carichi di emozioni, come tutto lo spettacolo. La sensazione non è solo quella di aver assistito a un pezzo di teatro straordinario, ma di essere stati coinvolti in un momento di trasmissione della memoria, quasi un rito, da Rigoni Stern e Cenci a noi, attraverso Paolini. Indimenticabile è dire poco.

 

PS Grazie a Lucia, che ha dato lo spunto a tutta la cosa anche se poi non ha partecipato, a Nevio che ha risolto il problema del ritiro biglietti, e a Manuel che si è lasciato coinvolgere all’ultimo minuto.

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eventi, teatro