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domenica, 22 gennaio 2006
Concerto: Baustelle

Tanta gente ieri sera alla Gabbia di Bassano per il concerto dei Baustelle, ad occhio più di 300 persone. Io ho iniziato ad ascoltarli solo pochi giorni fa, ma loro sono già al terzo album e a quanto pare hanno un discreto numero di fans. Sul palco si presentano in sei, con due chitarre, due tastiere, basso, batteria. Alla voce, come nei loro dischi, si alternano e si accompagnano i due cantanti Francesco e Rachele, entrambi dotati di voci gradevoli e ben impostate. La voce di Francesco è però molto bassa e in alcune canzoni tende a sparire in mezzo agli strumenti, ma forse è solo una questione di cattiva amplificazione.

Dal vivo le loro canzoni sono meno malinconiche e più energiche rispetto al loro ultimo disco La malavita, e risultano davvero molto gradevoli e coinvolgenti. Belle melodie e testi mai banali si innestano su classiche basi rock 'n' roll, con delle sonorità e un cantato un po' retrò, che ricordano a volte i Delta V, soprattutto quando canta Rachele. Il singolo La guerra è finita mi è già entrato in testa e credo che continuerò a canticchiarlo per un pezzo...

Prima dei Baustelle si sono esibiti i padovani Disfunzione. Non male questo gruppo, suonano e cantano bene un genere ormai molto collaudato: loro citano Coldplay e Travis tra i loro ispiratori, a me ricordano molto anche i Marlene (ma con sonorità più pulite) e Le Vibrazioni. Non si possono certo definire originali (pur non avendoli mai sentiti prima, le loro canzoni mi suonavano familiari già al primo ascolto), ma si ascoltano volentieri e hanno alcuni brani interessanti. Peccato per il nome del gruppo, che fa un po' band metal di quart'ordine...

Citazione positiva, infine, anche per il deejay della Gabbia, che prima e dopo il concerto ha proposto un repertorio rock-ballabile molto vario e piacevole, andando al di là dei soliti e pur graditi Franz Ferdinand e Kaiser Chiefs.

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musica

lunedì, 09 gennaio 2006
Giochi: Domino a punti

Il domino è un gioco al quale tutti hanno giocato almeno una volta, ma probabilmente senza conoscere la modalità a punti, che lo trasforma da un giochetto per bambini ad un gioco di discreto contenuto strategico che non ha nulla da invidiare a giochi noti e apprezzati quali lo scopone scientifico o il tressette.

 

 

 

Esistono diverse varianti al regolamento, vi spiego una delle più note, quella denominata “Five up”. Per giocare serve una normale confezione di domino da 28 tessere, che arriva fino al doppio 6 (… io non c’entro! ). Si può giocare da 2 a 4 giocatori, da soli o in coppie.

 

 

 

Dopo aver mescolato le tessere coperte, ogni giocatore pesca 7 tessere e le pone davanti a sé. In caso si giochi in 2 o 3, le tessere restanti andranno a comporre la riserva da cui attingere in caso di mancanza di pezzi. Se un giocatore possiede 4 o più doppi (1-1, 2-2 ecc) può chiedere, se vuole, di far rimescolare tutte le tessere e pescare nuovamente.

 

 

 

Inizia un giocatore, giocando una tessera a scelta; si prosegue poi in senso orario, unendo le tessere ad una delle estremità libere, facendo coincidere i numeri posti sulle estremità (quindi ad un 6-2 si potrà attaccare ad esempio un 2-4 o un 5-6, dall’altra parte). Si totalizzano punti solo quando il totale delle estremità libere è un multiplo di 5, e si realizzano i punti corrispondenti (5-10-15. ecc.). Quindi, nel caso precedente, se avessi giocato un 2-4 dopo il 6-2, il totale delle due estremità libere sarebbe 10 (6+4), e totalizzerei quindi 10 punti.

 

 

 

Veniamo alle particolarità: 

 

 

 

-          i doppi (1-1, 2-2, 3-3 ecc) si giocano SEMPRE ponendoli di traverso rispetto alle altre tessere e contando tutti i punti riportati sulla tessera (quindi un 3-3 posto ad una estremità conta per 6 punti).

 

 

 

-          Il primo doppio giocato viene detto spinner e, dopo che sono state giocate tessere su entrambi i suoi lati lunghi, consente di aprire il gioco perpendicolarmente sulle due estremità corte, creando quindi una o due nuove code su cui è possibile attaccare altre tessere, che rientreranno a pieno titolo nel conteggio dei punti. Solo il PRIMO doppio giocato offre questa possibilità di apertura del gioco. 

 Domino five up

 

 

Nello schema riportato in figura il totale è di 15 punti (6/6+2+1+0), quindi chi ha giocato l’ultima tessera totalizza 15 punti. In questo caso il 5/5 è lo spinner che ha consentito di aprire il gioco su altre due estremità, che adesso rientrano  nel conteggio dei punti e su cui è possibile attaccare altri pezzi. Non è invece possibile aprire ulteriormente il gioco sul doppio 4, mentre la prossima tessera attaccata sul doppio 6 dovrà essere posta perpendicolarmente al suo lato lungo sinistro.

 

 

 

 

Se un giocatore non ha nessuna tessera che può essere attaccata deve passare il turno, a meno che non sia presente una riserva di tessere da cui pescare (quando si gioca in meno di 4). Chi riesce per primo a liberarsi di tutte le sue tessere vince la mano, e totalizza anche la somma dei punti rimasti in mano agli avversari, arrotondati al più vicino multiplo di 5.

 

 

 

La mano termina anche se nessun giocatore può più attaccare tessere: in questo caso, chi ha meno punti in mano totalizza la somma dei punti rimasti in mano agli avversari, sempre arrotondati al più vicino multiplo di 5. Vince il gioco chi raggiunge per primo una cifra stabilita, solitamente 250 punti.

 

 

 

In rete sono facilmente reperibili programmi per giocare a Domino Five up, uno ad esempio lo trovate qui. Vi consiglio caldamente di provarlo, sul pc o dal vivo, scoprirete un gioco semplice ma appassionante e che magari avete già a casa, in fondo a qualche cassetto.  

 

 

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giochi

Errori di consegna

Dopo due settimane passate tra la neve e il freddo dei monti bellunesi, torno nel clima più mite di Treviso. Uscire di casa a gennaio e non trovare mucchi di neve ai lati delle strade è una sensazione strana, mi fa sentire più avanti di un mese nel calendario... per non parlare del fatto di poter restare all'aperto per più di 10 minuti senza rischiare il congelamento, anche di sera.

Riflettendo sulla mia avversione al freddo e alle "cose di montagna" in generale, sono sempre più convinto che 33 anni fa la cicogna che mi ha portato (perché mi ha portato la cicogna, vero?), abbia commesso un clamoroso errore di consegna, scaricandomi qualche centinaio di km più a Nord del previsto.

Immagino che sia tardi per protestare col call-center...

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presentazione